Alle collaborazioni di H&M con i grandi della moda ho partecipato
solo una volta, quando ancora ero entusiasta e pronta a tutto pur di documentare le mie avventure di novella fashion blogger. E mi è bastato. Una volta capito che per accedere all'olimpo del lusso low cost bisogna mettersi in fila alle 5 di mattina, essere pronte ad affrontare la ressa e ad accapigliarsi per arraffare la taglia giusta della gonna dei sogni, ho capito che non fa per me. Ammetto però che la collaborazione con Marni aveva solleticato la mia curiosità: il brand mi piace e la collezione mi sembrava molto bella, piena di pezzi raffinati e assolutamente portabili. Così, quando la mia nuova
amica di blog F. mi ha proposto di avventurarci a Padova per tastare la situazione mi sono aggregata volentieri. Siamo partite con tutta calma insieme alla sua adorabile mamma e alle 10.30 eravamo davanti al negozio. Fuori nessuna fila, dentro, lo spazio transennnato dedicato a Marni era ormai semivuoto e accessibile soltanto a chi aveva il famoso braccialetto. Prive di grandi speranze ce ne siamo andate in giro fino all'ora in cui la collezione (o meglio, i miseri resti della collezione) è stata aperta a tutti, ma davvero erano rimaste solo le briciole (qualche giacchino con il davanti di vernice, una gonna, i fuseux a righe e qualche scarpa). L'esperienza però mi ha insegnato che dai camerini possono tornare indietro i capi che non vengono comperati, basta appostarsi nei punti strategici e intercettare le commesse. In pochi minuti, questi fantastici sandali erano ai miei piedi:


Nero, verde e legno, altissimi, bellissimi, scomodissimi (non tanto per l'altezza, sono un po' stretti ma conto che la pelle ceda leggermente), una favola sui tacchi!
Ho completato il raid con una camicia della collezione uomo che trovo carinissima anche su di me, perfetta per completare i look tomboy.
Mi sarebbe tanto piaciuto portarmi a casa una gonna ma pazienza, posso dire: mission accomplished!