The Size Issue
Mancano pochi giorni all’uscita del mai così pubblicizzato V Magazine, che dal 14 gennaio presenterà l’edizione dedicata alle donne più o meno curvilinee, l’ormai celeberrimo The Size Issue. Di anticipazioni in rete se ne sono viste tantissime e credo proprio che lo scopo sia stato raggiunto: far parlare della rivista cavalcando l’onda di un argomento molto attuale e molto sentito da tutte – o quasi - le donne del pianeta. Appena letta la notizia devo dire che ne ero rimasta contenta, anche perchè le prime foto riguardavano il servizio “One size fits all” in cui la bellissima modella plus size Chrystal Renn (che poi vabbè, plus size... !) viene fotografata con gli stessi outfit e la stessa acconciatura di una “normale” modella stecchino (ma neanche troppo). Entrambe molto belle, l’unica differenza è la loro taglia. La perplessità che mi coglie è che non è detto che gli stessi abiti stiano bene in ugual misura a due fisicità tanto diverse, ma i gusti sono gusti e l’intento poteva essere nobile.
Dei dubbi sul reale effetto di questa edizione però mi sono sorti col proseguire delle indiscrezioni: in un altro servizio si vedono modelle molto formose strizzate in costumini che segnano impietosamente i rotoli di ciccia, fasciate in body aderenti leopardati, inguainate in mini dress succinti... Sicuramente belle ragazze, nessuno lo mette in dubbio e men che meno io che appartengo decisamente al versante “morbido” della femminilità, ma mi sembra che sotto sotto ci sia non tanto la volontà di valorizzare una bellezza diversa da quella che siamo abituate a vedere nelle riviste di moda quanto piuttosto una messa in ridicolo di quei rotolini adiposi.
Forse mi sbaglio, e ne sarei felice, ma guardando le foto il primo pensiero non è “guarda che belle donne” ma “oddio, guarda che ciccia!”. Pensiero che ad esempio non mi è mai venuto guardando le sfilate di Elena Mirò e le sue bellissime “Ciao Magre”.
Ma l’apoteosi della mancanza di rispetto verso il corpo delle donne si raggiunge col servizio firmato da Karl Lagerfeld, che come ben sappiamo ha una precisa posizione nei confronti delle curve femminili… Non dimentichiamo infatti che poco tempo fa se ne è uscito con affermazioni di questo calibro: “Ci sono mamme grasse che si siedono davanti il televisore con i loro pacchetti di patatine e dicono che le modelle magre sono brutte. Il mondo della moda è fatto di sogni e illusioni e nessuno vuole vedere donne rotonde".
Ebbene, proprio a lui, provocatoriamente, è stato affidato il servizio “Coco a go go”, in cui Miss Dirty Martini, spogliarellista burlesque, posa di fianco alla “sosia” di Coco Chanel. E non venitemi a dire che l’intento di questi scatti è rivelare la bellezza e la seduttività di un corpo abbondante, perché non ci credo.
Concludendo, trovo questa Size Issue un’operazione ipocrita, che ridicolizza i corpi burrosi e diventa quasi un’apologia della magrezza… guardando queste immagini l’unico pensiero che mi viene in mente è che devo mettermi a dieta.
E non voglio dimenticare che fino a qualche tempo fa il nostro Karl era così:
Tiè.