Pinkstinks - La battaglia contro il rosa
Recentemente i media hanno riportato l'iniziativa di un gruppo di genitori inglesi che si sono coalizzati per portare avanti una campagna "contro" il colore rosa per le bambine, interpretandolo come l'emblema di una cultura che impone ruoli femminili sbagliati messi in atto fin dall'infanzia.
Il rosa è il colore simbolo del genere femminile e fin da piccolissime le bambine vengono letteralmente ricoperte di questo colore: vestitini, giocattoli, scarpine ecc. Per traslato, le bimbe vengono indotte ad identificarsi in "ruoli rosa" come la "principessa", la "bella addormentata" e simili, gettando così ben presto i semi di una cultura che relega la donna al ruolo di bella statuina, in cui l'ossessione per l'immagine e la bellezza prende il sopravvento su altri e più importanti valori, come ad esempio l'intelligenza.
Ora, io non so se il colpevole di questa innegabile virata sociologica e culturale sia completamente imputabile al rosa e al marketing che lo sostiene, ma certamente questa notizia mi è tornata in mente guardando la vetrina di un negozio di giocattoli che esponeva questa perfetta riproduzione giocattolo di una lavatrice:
Il confettoso colore la rende in automatico un regalo esclusivamente per bambine e allora mi sono innervosita! Ma come, parliamo tanto di parità dei sessi, dell'uomo che deve aiutare in casa perchè nella coppia contemporanea entrambi i partner lavorano e non è giusto che le incombenze domestiche ricadano interamente sulle spalle della donna e poi un giocattolo così, che potrebbe avere una valenza oserei dire didattica, lo facciamo solo per bambine? Qual'è il messaggio sottinteso? Perdiamo così l'occasione per far prendere confidenza col mezzo al genere maschile fin dalla tenera età? Perchè non farne una versione di un machissimo colore azzurro, o per lo meno in un unisex verde menta?