La Parigina. Guida allo chic
Il mondo editoriale si sta mobilitando per rendermi antipatiche le francesi.
È iniziato tutto con un libro che fin dal titolo ha stuzzicato la mia curiosità stizzita di donna rotonda sempre in bilico tra il sentirsi bene nelle proprie curve e il desiderio di essere più sottile: Le francesi non ingrassano, di Mireille Giuliano.
Embè, mi sono detta, com’è che queste francesi non ingrassano? Ci contendono lo scettro della cucina migliore del mondo e mentre noi povere italiane facciamo i conti con un congenito fisico mediterraneo le nostre cugine d’oltralpe non mettono su un etto e sfilano filiformi sulla Rive Gauche della Senna? Sembrerebbe di si. E senza diete, che non è chic! Pare mangino pranzi e cene di due o tre portate, annaffiati da un buon bicchiere di vino, ma siano capaci di alzarsi da tavola senza essersi abbuffate e senza sensi di colpa. Secondo questo libro le francesi non digiunano mai tanto da essere affamate, non hanno bisogno di alcuna occasione speciale per stappare una bottiglia di vino e si vestono carine anche per andare a buttare la spazzatura, perché non si sa mai.
Giustissimo, hanno ragione e un tale gioioso controllo ha tutta la mia stima. Ma come non iniziare a nutrire una certa insofferenza?
Ben conscia del mio sentimento ambivalente, qualche giorno fa non mi sono sottratta dall’acquisto di “La Parigina. Guida allo chic” di Ines de la Fressange, musa di Karl Lagerfeld, icona di stile, stilista e ora autrice e illustratrice di questa guida allo stile parigino.
Per continuare con le virtù delle donne francesi, qui condensate nelle rappresentanti della capitale, la donna parigina
Evita i coordinati: mescola sapientemente cheap and chic, aborre il total look ed è maestra nell’abbinare una it bag con un vecchio golfino in cachemire riuscendo ad apparire assolutamente glam in modo del tutto casuale.
Odia il “bling bling”: non è appariscente, non indossa loghi evidenti e detesta i gioielli vistosi. Non va a caccia del marito miliardario (e infatti Carla Bruni è italiana)
Ama andare a caccia di nuove griffes: soprattutto se sono poco conosciute, molto creative e poco costose. Preferisce scoprire un tesoro nella bancarella di un mercato che sfoggiare l’ultimo must have di stagione.
Sa che il segreto dello stile è sentirsi a proprio agio nei vestiti: se non ci si trova, va a cambiarsi.
Non ha idoli e icone di stile: attinge ispirazione dalla strada, proprio come gli stilisti.
Diffida del buon gusto: conosce le regole ma si prende la libertà di ignorarle. Prima di YSL chi avrebbe mai pensato che nero e blu stessero così bene insieme?
E molto altro ancora.
Morale della favola? Libro divorato in 3 ore e 30 minuti (il tempo di un viaggio in treno Milano-Treviso) e un sacco di consigli utilissimi, non soltanto per l’abbigliamento ma anche su come arredare, ricevere gli ospiti, fare shopping, mangiare, dormire e divertirsi a Parigi. Una voglia matta di prendere il primo volo per la capitale munita solo di carta di credito e di questa guida, per tornare a casa in perfetto stile parigino, così easy, così chic, così deliziosamente snob.
Ma si, in fondo le francesi non sono tanto male.
PS: spero sia chiaro che il mio è un intento ironico, che non ho nulla contro francesi e parigine, anzi, e che consiglio la lettura di questo libro, davvero carino, divertente e pieno di dritte interessanti :)



