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Come viene affrontata la “questione curvy” in TV

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La “questione curvy” in TV: perchè è così difficile parlarne nel modo corretto?

Ieri nel tardo pomeriggio mi stavo cambiando per la mia lezione di zumba mentre con occhio distratto scorrevo la timeline di Facebook e da alcuni status polemici mi sono accorta che Barbara D’Urso stava parlando di donne curvy nella sua trasmissione Pomeriggio 5.

Con lo stesso senso di colpa di chi si ferma a guardare un incidente, quando sai di essere una brutta persona ma proprio non ne puoi fare a meno, ho subito sintonizzato la TV.

Mi sono bastati pochi secondi per capire l’andazzo e come sempre mi sono stupita della capacità di Barbara D’Urso di trasformare in merda qualsiasi argomento. Anche questo è un talento. Sicuramente Carmelita nostra è una donna intelligente perché non arrivi a costruirti una carriera così solida se non hai un cervello fino, ma nella sua evidente ed eccessiva volontà di parlare alla “pancia del popolo” lei è arrivata all’intestino e lì è rimasta.

Ultimamente ha preso a cuore la “questione curvy” (le interessano le curve, soprattutto quelle d’ascolto) e la sta trattando nel modo più superficiale e banale possibile, lanciando messaggi a dir poco controproducenti con le sue faccette e gli occhioni sgranati con finta ingenuità. Nel pezzo di trasmissione che ho visto ieri, per esempio, c’erano quattro belle ragazze in sovrappeso contrapposte a vip “ex anoressiche pentite” (ci si può pentire di una malattia?? Io pensavo si guarisse…) in un confronto dialettico assolutamente senza senso, con lo sconfortante corollario di un Costantino Vitagliano che fingeva di essere irresistibilmente attratto da quella sovrabbondanza di carne mentre la D’Urso cercava di trovare sinonimi al termine “culone” mimando con le mani entità di dimensioni smisurate e in sovrimpressione scorrevano frasi tipo “le donne vere siamo noi non le modelle pelle e ossa”. Potevano scrivere anche “le ossa ai cani” e il bodyshaming verso le donne magre sarebbe stato completo.

 

Cosa dobbiamo fare per far capire che “orgoglio curvy” non significa discriminare altre tipologie fisiche? Che non è una lotta ad esclusione grassi contro magri ma che si tratta di includere nel concetto di bellezza e accettazione tutti i corpi, magri e grassi, che siano o meno conformi ai canoni estetici imposti dalla moda, dai media e dalla società? Che promuovere il concetto di “grasso è bello” è altrettanto sbagliato della dittatura della magrezza? Che dire “le donne vere hanno le curve” è bullismo così come lo è deridere e discriminare le persone in sovrappeso?

Eppure non mi sembra così difficile.

Ogni tanto penso che questo mio blog non abbia più senso ma evidentemente non è così: finché i media tradizionali tratteranno l’argomento in questo modo non perderò l’entusiasmo e l’incazzo per dire la mia, fosse anche solo a suon di outfit!

xoxo
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8 Responses
  • Lalu
    marzo 15, 2017

    Grande applauso x te!!

    Lalu
    http://Www.ilquadernodilalu.it

  • Alessandra
    marzo 15, 2017

    Pienamente d’accordo con le parole che hai scritto. Il programma non l’ho visto, ma non stento a credere a quello che scrivi, tutt’altro. Poi non pensare che il tuo blog sia senza senso: ci sono persone che, come me, ti seguono in silenzio e traggono inspirazione!
    Un abbraccio
    Alessandra

    • Ale_verdementa
      marzo 16, 2017

      Ti ringrazio! Mi fa piacere 🙂
      Interessante anche il punto di vista delle ragazze che hanno partecipato alla trasmissione, sono qui sopra nei commenti da Facebook

  • Mya
    marzo 15, 2017

    Condivido bell’articolo…

  • Madame La Gruccia
    marzo 16, 2017

    Bellissimo post Ale.
    Scritto poi nella giornata contro i disturbi alimentari assume ancora piú valore.

    Un bacio

    Angela
    http://www.madamelagruccia.blogspot.it

    • Ale_verdementa
      marzo 16, 2017

      Grazie! Caspita mi sono dimenticata di scriverlo ma avevo proprio pensato che la giornata del fiocchetto lilla contro i disturbi alimentari era il giorno giusto per affrontare il tema! Poi nel flusso di coscienza del post ho perso l’appiglio… Brava ad averlo ricordato

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