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Sei grassa. L’ultimatum dell’offesa

La notizia sta rimbalzando in rete da qualche giorno e a forza di condivisioni su Facebook sono arrivate anche a me le parole del CEO di Abercrombie & Fitch (celebre marchio americano di moda cìovane) tale Mike Jeffries, in merito alla scelta deliberata di non avere nei loro negozi taglie XL e XXL per il pubblico femminile (per i ragazzi si, ma solo per farci entrare i corpi palestrati degli atleti). Qui trovate l’articolo completo in inglese ma in sintesi le motivazioni di questa scelta sono che al buon Mike non piacciono le ragazze grasse e non vuole assolutamente che si vestano Abercrombie perché l’azienda si rivolge solo a gente giovane, bella e magra.

“[Mike Jeffries] non vuole che la gente in sovrappeso faccia shopping nel suo negozio, vuole gente magra e bella. Non vuole che il suo cliente tipo veda persone non altrettanto attraenti indossare i suoi stessi abiti. Le persone che vestono Abercrombie devono sentire di far parte del “gruppo figo”.

E Jeffries non è nuovo a tali perle, già in un’intervista rilasciata nel 2006 aveva motivato la scelta di utilizzare la bellezza come sistema di marketing (avete presente i modelli a torso nudo nei loro negozi?):

“Questo è il motivo per cui assumiamo personale bello nei nostri negozi, perchè gente bella attira altra gente bella e noi vogliamo vendere a gente cool e di bella presenza. Non ci rivolgiamo a nessun altro che a questo target.”

“In ogni scuola ci sono i ragazzi fighi e popolari e quelli che non lo sono. Sinceramente, noi cerchiamo i fighi. Vogliamo il tipico ragazzo americano attraente, con l’atteggiamento giusto e pieno di amici. Molte persone restano escluse. Siamo elitari? Certamente sì. Le aziende che sono in crisi stanno cercando di rivolgersi a tutto il pubblico: giovani, vecchi, grassi, magri. Ma così si perde personalità. Non escludi nessuno ma neanche ecciti qualcuno.”

Mi sono chiesta che faccia avesse il detentore di un pensiero così discriminante e oserei dire nazista, ed è bastato googlare il suo nome per trovarmi davanti a una serie di foto come queste:

Mike, stai attento che tra poco non ti fanno più entrare nei tuoi negozi!
Battute a parte, mi domando quanto sia contorto e malato il rapporto con la bellezza (o l’ideale di bellezza) di una persona che si riduce la faccia in questo modo. Mi domando anche quanto sia economicamente vantaggioso riversare queste convinzioni nella propria filosofia aziendale. E infatti pare che l’azienda sia in forte crisi da alcuni anni… Mike non lo sai che nel mondo ci sono sempre più persone sovrappeso e che ti stai precludendo una bella fetta di mercato? Certo la crisi non è dovuta a questo ma a una più generale perdita di appeal del marchio che con i suoi maxi loghi in bella vista e l’incapacità di rinnovarsi non attira più come un tempo, ma un brand di larga diffusione che fonda il suo mercato su premesse così discriminatorie e restrittive mi sembra francamente fuori dallo spirito del suo tempo, dato che il mondo, con grande fatica e molte contraddizioni, sta andando verso l’ampliamento dei canoni di bellezza. Meglio essere lungimiranti e schiodarsi dalla solita equivalenza bellezza = magrezza.

Comunque non volevo fare un trattato su Abercrombie & Fitch. In realtà era da tempo che ci pensavo e questa è solo l’ultima notizia in ordine cronologico che riguarda il trattamento discriminatorio riservato alle persone sovrappeso. Se da un lato “l’orgoglio curvy” prende sempre più piede e conquista il suo spazio in rete e nei media, dall’altro mi sembra che si stia inasprendo l’intolleranza e la violenza (verbale) verso i grassi, in un processo tipo azione-reazione. Ora che i cicciotti alzano la testa e rivendicano il loro diritto a sentirsi bene nella propria pelle senza venire giudicati, i giudizi fioccano con maggiore intensità e vigore. Forse è un meccanismo normale, ma fa pensare.

“Sei grassa” è diventato il non plus ultra dell’insulto, dopo si passa direttamente all’arma bianca. Grasse vengono definite ragazze taglia 44. Seguo blog e twitter di alcune ragazze che apprezzo molto e trovo davvero brillanti ma ogni tanto se ne escono con frasi che mi lasciano perplessa e offesa: “Se avessi la voce come Adele non mi fregherebbe di essere grassa”, “… individuai subito la sua nuova ragazza, una cicciona brutta […] giuro questa era veramente grassa, non riuscivo a capire come lui volesse stare con lei. Sarà la sindrome dell’uomo grissino che vuole stare con la cicciona”. Insomma, avete capito. Termini che di per sé non sono offensivi ma vengono usati come tali.

Essere grassi sembra la peggior disgrazia che possa capitare. Parlando di chili, si è abbassata la soglia del pudore e la gente non si fa più alcuno scrupolo a mettere il becco nel peso altrui. Sono la sola a notare questa cosa? E’ sempre stato così, sta peggiorando o sono io che me ne accorgo solo adesso che la tematica curvy è diventata un po’ la mia bandiera?

xoxo
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34 Responses
  • vitto e libri
    maggio 9, 2013

    che tristezza…

  • Anonymous
    maggio 9, 2013

    Peraltro oltre al mercato &quot;curvy&quot;, con questa stupida politica di mercato si preclude le vendite anche a persone come me che hanno un seno ultra abbondante su un corpo comunque magro..chi ci entra nelle loro stitiche magliette? <br />A questo punto direi che non e&#39;una grave perdita

  • Anonymous
    maggio 9, 2013

    Penso che la discriminzione in base alla taglia che indossi ci sia sempre stata e che purtroppo ci sarà sempre….la cosa che personalmente ho notato che si sia abbassata notevolmente l&#39;età in cui o a partire dalla quale viene data importanza alla cosa. Un esempio? Mia figlia a 4 mesi era bella patatosa cicciottosa, tante pieghe sulle cosciotte e sulle braccia e due guanciotte da mordere…le

    • verdementa
      maggio 9, 2013

      Verissimo Chiaretta, hai pienamente ragione! Si è abbassata l&#39;età (povere bimbe!) e anche la taglia a partire dalla quale si è considerate grasse. Proprio questo volevo dire, che si è abbassata la soglia in generale e la gente non si fa più alcuno scrupolo a dirti &quot;grassa&quot;, come se fosse un loro diritto mettere il becco nell&#39;aspetto fisico altrui.

  • Anonymous
    maggio 9, 2013

    p.s. si vocifera che presto chiuderanno tutti i negozi di abercrombie in Italia…tiè puah!!! <br /><br />Chiaretta

    • Anonymous
      maggio 9, 2013

      thank God!!!!

  • EIDesign Glamour
    maggio 9, 2013

    non ci posso credere …. che schifo !!! ora condivido il tuo post sui miei canali per far girare ancor più queste squallide affermazioni.<br />New <a href="http://eidesignglamour.blogspot.it/2013/05/guendalina-canessa-spegne-le-candeline.html&quot; rel="nofollow">POST</a> ♥<br /><a href="http://eidesignglamour.blogspot.it/&quot; rel="nofollow">EIDESIGN GLAMOUR</a><br /><a href="https://www.facebook.com/

  • LaDivaDelleCurve
    maggio 9, 2013

    se ci pensiamo questo signore non è affatto diverso da tanti stilisti italiani che sbandierano loghi cubitali su abiti anonimi per attrarre ragazzini adolescenti insicuri e con la ligica del branco per ricavare su design scadenti. Questo è solo ancora più stupido, perché discriminando con tanta veemenza, anche le madri magari un po&#39; tondette di quei ragazzi &#39;fighi&#39; smetteranno di

  • magiebrillanti
    maggio 9, 2013

    La prima cosa che mi viene da dire è: Ma si guardasse lui! sarà mica bello?!<br />magrezza= bellezza ma dove? a volte, mica sempre!<br />grassezza= bruttezza ma dove? a volte, mica sempre!<br /><br />Poi possiamo aprire un trattato apocalittico e parlarne fino lo sfinimento… comunque, se un giorno dovessi mai entrare in un capo di Abercrombie &amp; Fitch, me ne terrò bene alla larga!! E mi

  • Susanna Murray
    maggio 9, 2013

    Ma ce ne fossero come te, di fashion blogger, che portano avanti questa bandiera!<br />Tempo fa avevo osservato come nel Regno Unito avessero lanciato una campagna contro il Fat Talk, cioè il parlare sempre di peso, grasso e di dover dimagrire, che invade i nostri dialoghi. Per esempio capita di sentir dire:&quot; Ciao! Ti trovo bene..sei dimagrita?&quot; oppure &quot; Ti sembro ingrassata?&quot;

  • Maria
    maggio 9, 2013

    Anche io sono rimasta basita quando ho sentito che già dalla 44 si è considerati grassi… Ma stiamo scherzando? Il grasso è un concetto di salute, mica di moda… Ci sono donne 44-46-48-50 che sono bellissime così, per una questione di viso e proporzioni delle forme… Dire che plus-sixe=brutto è una cavolata grossa come dire che una 36-38 è per forza bella solo perché è magra…

  • PUNKIE
    maggio 9, 2013

    Ci sarebbe da dire tanto ma invece saro&#39; breve…CHE SCHIFO! Lui e la sua mentalita&#39; malata. Anzi, mi fa anche pena uno del genere, perche&#39; e&#39; un malato e non se ne rende conto!

  • Anonymous
    maggio 9, 2013

    Che poi,avesse parlato l&#39;emblema della bellezza…<br />Non so se ce ne rendiamo conto ma questo è completamente A N D A T O! personalmente non ho mai apprezzato A&amp;F ma ora…meno che meno! Che rabbia…vecchio stronzo! (perdonami il termine)..<br />comunque io nei miei diciott&#39;anni di vite ho sempre sentito insulti e assistito a discriminazioni più o meno grandi verso le persone

  • My Vintage Curves
    maggio 9, 2013

    Sai che mi sta venendo il dubbio che mister faccia di plastica abbia escogitato un diabolico (e non so quanto efficace) modo per far parlare di un marchio in caduta libera? La &quot;retorica dell&#39;uomo a torso nudo&quot; evidentemente non funziona più, ora che è finalmente di moda la self acceptance!<br />

  • Anonymous
    maggio 9, 2013

    Ti seguo da molto tempo ma non avevo mai scritto sul tuo blog un commento.Grazie,grazie davvero – mi sento di dirti.Grazie a te e alle tante splendide donne curvy che attraverso i blog date voce ai molteplici,infiniti,variegati tipi di bellezza.Vivo in un mondo di donne,tutte a loro modo affascinanti,sensibili,intelligenti,ironiche.Tutte diverse,dove diverso non significa per forza originale a

  • Miria - Plus... kawaii!
    maggio 9, 2013

    Mamma mia che ignorante… dopo dichiarazioni del genere, se anche entrassi nei loro vestiti non li comprerei mai! (e giusto per la crnaca, ci sono entrata in un loro negozio, quindi il prossimo passo quale sarà, selezione all&#39;ingresso?! XD)<br /><br />Per la questione, purtroppo si, credo che l&#39;essere grassi sia considerata una delle più grande catastrofe che ti possa capitare, tanto per

  • Anonymous
    maggio 9, 2013

    Ah ah ah,mi e&#39;partito il commento,scusate!Continuo qui (e&#39;la mia prima volta su un blog e commetto errori).Trovo le bloggers curvy infinitamente più interessanti di quelle magre perché le ritengo più fantasiose negli abbinamenti,più ironiche nei commenti e nella gestione di se&#39;,più vicine al mio modo di sentire e interpretare la vita.Guardo spesso i blog di donne curvy e mi mettono il

  • La stanza degli armadi
    maggio 9, 2013

    L&#39;ho detto altre volte, siamo alla follia, ora viene definita grAssa anche una 41 (sì, nè 40 nè 42) come me e ti ho detto tutto.<br />Occhio, non grossa ma grassa con la A, il massimo dell&#39;insulto per alcuni che possiamo, in modo altrettanto unfair, definire minus habens.<br />Sul CEO in questione non mi pronuncio, mi chiedo solo se estiste qualcuno al mondo che consideri A&amp;F un

  • Monica La Barbera
    maggio 9, 2013

    La loro &quot;filosofia&quot; non mi piaceva già prima di leggere questo tuo post (che mi lascia veramente basita) ora ho solo la conferma. Spero che sempre più gente si renda conto della gravità di certe affermazioni e che la smetta di farsi complessi per gente che la pensa come il signor Jeffries.<br /><br />Passa dal mio blog se ti va<br />http://lovedlens.blogspot.it<br />M.

  • Guy Overboard
    maggio 10, 2013

    Secondo me sono stati solo stupidi a non giustificare correttamente il fatto che loro fanno riferimento ad un immaginario californiano, che è fatto da quel tipo di fisicità e che vogliono ovviamente che la gente con quella fisicità compri i loro vestiti. Come al solito, l&#39;occasione per mettere in tavola il target group si è tramutata in una serie di affermazioni inutili.

  • mina
    maggio 10, 2013

    Io questo marchio manco lo conoscevo e dopo questa direi che posso rimanere tranquillamente senza i loro vestiti!<br />E lui è veramente orribile e forse, considerate le intreviste che rilascia, gli è entrato troppo botulino nel cervello…

  • Anonymous
    maggio 10, 2013

    Pensa a me che mi sento dire (sono una taglia 44, ok ho un po&#39; di pancetta ma nulla di esagerato) dalle amiche:&quot;dai che dimagrisci che dobbiamo andare al mare&quot; oppure &quot;la Fede ha sempre la scusa per mangiare e far andare la mascella&quot; giuro che mi cadono la così dette p***e, manco fossi una porta aerei!! Già sono sensibili di mio sul peso, poi dopo quest&#39;ultima frase mi

  • the style help
    maggio 10, 2013

    la politica di Abercrombie mi lascia perplessa da molto tempo ed onestamente non mi sorprende che in un periodo di crisi generale loro non siano riusciti a rinnovarsi. Non ci sono riusciti e molto probabilmente non hanno voluto farlo, &quot;dall&#39;alto delle loro convinzioni&quot;..<br />non sapersi guardare intorno, non sapere cogliere &quot;l&#39;air du temp&quot; nel mondo della moda è un

  • Anonymous
    maggio 10, 2013

    Personalmente ho sempre trovato questi signori della Abercrombie particolarmente antipatici, e non perché non possa permettermi i loro vestiti (porto una 40) ma proprio per quel modo di fare particolarmente arrogante e spocchioso nei confronti di coloro che, per motivi di peso o per scelta personale, hanno deciso di non farsi trascinare in questo processo di standardizzazione. Ciascuno di noi ha

  • Anonymous
    maggio 11, 2013

    A fare rabbia è proprio il significato totalmente negativo che si associa alla parola &quot;grassa&quot;. Vogliamo cambiare le cose insegnando ai nostri figli a essere più tolleranti e aperti (alle nuove culture, alla diversità, al cambiamento) ma la persona sovrappeso resta sempre quella da additare, emarginare e prendere in giro…Spero solo che i ragazzi e le ragazze di oggi sappiano prendere

  • thebrunette
    maggio 13, 2013

    Mia cognata è alta 1.85 e veste la 48/50 = XL e a volte XXL se il capo è stretch e io che sono un tappo (1.65)…vivo in ammirazione…&quot;alla sua ombra&quot;!<br />…E no, non facciamo shopping da Abercrombie!!!<br />;)))

  • La Mademoiselle A
    maggio 13, 2013

    ho letto anch&#39;io la storia di abercrombie.. non ero mai entrata in quel negozio e mai ci entrerò!!!<br /><br />http://lamademoisellesnob.blogspot.it

  • Anonymous
    maggio 14, 2013

    basta boicottare il brand e fargli vedere bene chi ha il vero potere (ed il portafogli) in mano e può cambiare il destino di un&#39;azienda.<br /><br />

  • uly
    maggio 14, 2013

    PER CORRETTEZZA VI INFORMO CHE LA XL americana veste una 52/54 e la XL una 54/56. aldilà del danno alla salute, volete dirmi che le trovate abitualmente in tutti i negozi (anche di lui-jo, miss sixty etc)??

    • verdementa
      maggio 14, 2013

      Se guardi sulla guida alle taglie del sito di Abercrombie vedrai che la loro taglia più grande, la L, veste una 46 italiana. Quindi a logica direi che un&#39;eventuale XL vestirebbe una 48 e una XXL la 50.

    • uly
      maggio 14, 2013

      sito italiano? io ho comprato una maglia nel negozio sulla 5a a new york e ho preso una M (ho la 48) e mi va molto larga. da loro partono da 2 o 3XS. ti posso assicurare che le taglie grandi erano dei tendoni da circo.

    • verdementa
      maggio 14, 2013

      Mah, nello shop online, indipendentemente dalla lingua e dal paese, la taglia L veste un busto di 96-97 cm, che è più o meno la mia circonferenza seno e quindi rispecchia la conversione alla 46. Bhoooo, a questo punto è un mistero 🙂

  • uly
    maggio 14, 2013

    XXL = 54/56, scusate!

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