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lunedì 30 novembre 2009

Paris report

Serve davvero che vi racconti di quanto Parigi mi è piaciuta? Che vi dica che nonostante la pioggia e il brutto tempo è comunque una città incantevole? Non credo, vero? E allora non ve lo dirò. Ma siccome un'immagine vale più di mille parole... ecco qualche fotografia del mio weekend parigino.























mercoledì 25 novembre 2009

martedì 24 novembre 2009

On va à Paris!

Questo fine settimana andremo a Parigi, è già non vedo l'ora! E' la mia prima volta nella Ville Lumière e sono molto eccitata, anche se sarà un soggiorno brevissimo. Alla fine non vedremo granchè, per esempio niente Louvre (e già mi sembra una bestemmia!) ma mi basterà passeggiare per le strade e respirare l'atmosfera parigina. Ho visto che già ci sono le decorazioni natalizie, tutto sarà ancora più suggestivo. Purtroppo ho già dovuto sottoscrivere un patto col mio amore: niente pellegrinaggi da Chanel o Louboutin, ma vedrò come aggirare i divieti ;) Qualche suggerimento su cose da non mancare o posticini dove mangiare?

Aggiornamento

Questo è il programmino che mi ha fatto il fidanzato di mia sorella, che a Parigi ci ha vissuto per un po':
- il Marais (3° arrondissement, alle spalle del centre pompidou: è l'ex quartiere ebraico, strade strette, falafel, negozi di tendenza e caffè molto belli)
- Notre Dame e l'Ile de la Cité, il centro più centro e più storico che c'è. Proprio dall'altro lato del ponte, dalla parte di Notre Dame, una delle librerie più belle di parigi: una libreria inglese strapiena di roba nuova e usata;
- Montmartre, che è bello per farci un giro e veder la città sotto; evitate i caffè della zona, turistici e carucci;
- molto bellino e caratteristico anche il quartiere latino, anche qua strade strette ecc. ecc.
- una passeggiata a bordo senna da Notre Dame fino alla Tour Eiffel (saranno due orette abbondanti, sono lontane) che c'è ancora pieno di bouquinistes, i tipi che vendon libri e cianfrusaglie nei baracchini a bordo fiume;
- in caso, giro per le gallerie d'arte, metro saint michel, ci passate nel corso della passeggiata, resta sul lato sinistro della senna. Rue Saint André des Arts, ci trovate robe e strarobe

Ma mi basterà un weekend??

Non tutti nascono con le orecchie sul cuore


Questa frase, che trovo bellissima, è l'unica cosa da ricordare del film "Ce n'è per tutti", visto domenica sera. Questa la descrizione del trailer sul sito del cinema:
"Un ragazzo, Gianluca, incapace di reggere le contraddizioni della vita e il dolore del mondo, sale sul Colosseo con la volontà di estraniarsi da tutto. Sotto, la realtà invadente, l'indifferenza e il cinismo dei mass-media lo assediano mentre gli amici confusi e superficiali si producono, involontariamente, in performance esilaranti nel tentativo di raggiungerlo. L'arrivo lassù della nonna di Gianluca che gli ricorda la giocosità dell'infanzia e che gli comunica la leggerezza di chi ha vissuto tanto e ha imparato ad accettare la vita per com'è, sembrerebbe la chiave risolutiva per salvarlo… Un mondo di sopravvissuti, smarrito. Ragazzi e ragazze che, grazie all'amico, rallentano per la prima volta la propria inutile corsa. Per guardarsi dentro. Forse."
Che raccontata così la storia sembra interessante, giusto? Invece no. Il film non mi è piaciuto per niente, una storia di solitudini costruita non troppo bene, con personaggi improbabili e grotteschi e il giochino finale tipo The Others. Bhà, non lo consiglio.

lunedì 23 novembre 2009

Pesi piuma

E' innegabile che questo sia l'anno dei piumini. Già da qualche stagione stiamo rivivendo l'auge di questo capo, molto caldo e versatile, ma non c'è rivista femminile che in queste settimane non abbia il suo bravo servizio su giacche e cappottoni imbottiti. Ci ho messo un po' ad affezionarmi a queste forme ingombranti, ma la sensazione di calore che regalano è veramente impagabile, quindi mi sono messa alla ricerca del mio piumino ideale. Non è facile trovare un modello che mi stia bene e modelli la figura senza farmi sembrare un "omino michelin", ma credo proprio di esserci riuscita: cosa ne dite di questo piumino Blauer di colore blu che da sabato fa parte del mio guardaroba?

sabato 21 novembre 2009

H&M bangles

Oggi, durante i miei consueti giretti di shopping del sabato, mi sono lasciata tentare da questa serie di bracciali, venduti in kit da H&M. Di solito non li uso perchè mi dà fastidio sentire qualcosa al polso (niente orologi per me!) ma questo mix mi è piaciuto, lo trovo grintoso e penso possa dare un tocco di "aggressività" al look skinny jeans + maglioncino che ho in programma per la serata. Per ora, sono qui che aspetto che termini la partita e il mio ragazzo torni dallo stadio per poter andare a cena...


mercoledì 18 novembre 2009

Wishing Well


Ho bisogno di un consiglio. Da tempo, circa un annetto e mezzo, sto accarezzando l’idea di acquistare la Neverfull di Louis Vuitton. In generale è un brand che non mi dice molto, non ho mai avuto il feticcio della Vuitton e il famoso monogramma mi lascia abbastanza indifferente (mentre trovo molto interessanti le loro creazioni in pelle). Ma un giorno, ero dal parrucchiere, è entrata una cliente con al braccio questa borsa grande, capiente, lineare e all’apparenza comodissima per me che mi porto sempre dietro di tutto, ed è stato amore. Cosa mi frena? Il costo, ovviamente, che pur non essendo proibitivo è pur sempre importante (anche se una mia cara amica ha lavorato in un negozio Vuitton e riuscirebbe a farmela avere con uno sconto consistente). E’ pur vero che, onestamente, se mi fossi moderata su tante stupidaggini me ne sarei potute comprare 2, da allora! E mi trattiene anche il fatto che le Vuitton, in particolare speedy e neverfull, sono iper-inflazionate sul mercato del falso e in giro se ne vedono tantissime. Però ho voglia di farmi un regalo, a volte se ne sente il bisogno, no? E questa Neverfull ormai mi stuzzica da tanto... Voi cosa mi consigliate, cedere o non cedere alla tentazione?

lunedì 16 novembre 2009

Paura e delirio da H&M






Sono sopravvissuta. Ma ho visto cose che voi umani...:-)
Insomma si, ero anch’io tra le centinaia di persone ammassate in fila per accaparrarsi un paio di scarpe Jimmy Choo for H&M e lo ammetto, un pochino mi vergogno. A mia discolpa posso giurare che non ho urlato, non mi sono accapigliata, non ho proposto soldi in cambio del braccialetto per accedere al reparto scarpe e accessori, non mi sono gettata sugli stand arraffando la qualunque… però c’ero e mi prendo tutte le mie responsabilità. Alla fine le scarpe non sono riuscita a comprarle, ma qualcosa ho rimediato. Neanche la shopping bag ho preso: le borse le ho trovate bruttine, di pelle grossolana e design deludente.
Anche a Bologna si è verificato tutto il copione della lunga attesa, lunga coda, alti strilli, spintoni, mani rapaci e sguardi bramosi. Io mi sono messa in fila alle 8.00 ma c’era gente dalle 4 o 5 della mattina che ovviamente si era garantita il famoso braccialetto con cui si aveva diritto di entrare (a piccoli gruppi) nell’area dedicata alle scarpe, borse e accessori Jimmy Choo fino alle 12.30, orario in cui le transenne si sarebbero aperte anche ai senza-braccialetto.
Allo scoccare delle 10.00, ora d’apertura, molte ragazze hanno iniziato inspiegabilmente ad urlare: mi sembrava di essere tornata negli anni 80 coi Duran Duran. Dopo 10 minuti, quando sono entrata anch’io, gli stand Jimmy Choo erano COMPLETAMENTE vuoti. Non era rimasto niente, come dopo l’attacco di uno sciame di cavallette. Al piano superiore non sto neanche a raccontarvi cosa c’era, dico solo che ho visto la follia sui tacchi a spillo. Morale della favola, me ne sono andata subito, senza prendere niente. Ma potevo forse rassegnarmi così? No, giusto? Quindi sono ritornata dopo un paio d’ore per trovare la situazione praticamente invariata. Così mi sono messa a gironzolare per il negozio e mentre ero davanti ad una pila di maglioncini una ragazza con le braccia stracariche di roba Jimmy Choo ha deciso che il portafogli non le piaceva poi molto e me lo ha depositato davanti agli occhi. Ora, è da ben 4 mesi che sto cercando un portafogli capiente e fatto in un certo modo senza trovare niente e, guarda te, mi si è materializzato davanti! Soddisfatta di aver trovato qualcosa di utile e di non aver fatto la fila invano me ne sono andata in giro per altri negozi ma… più tardi, ripassando davanti alla vetrina H&M ho adocchiato un paio di bellissimi e morbidissimi leggings in pelle nera, soli soletti e con la famigerata etichetta viola. Ed erano anche della mia taglia. Potevo tirarmi indietro davanti al secondo segno del destino del mio sabato spendereccio?
Quindi, ecco qua il mio bottino:




PS: dimenticavo di postare un aneddoto piuttosto significativo della "bacatura mentale" di certe ragazze! Quando ho pagato i leggings, la ragazza alla cassa mi ha detto "Purtropo abbiamo finito le borsine Jimmy Choo, va bene lo stesso se ti do una delle nostre?" "Certo, figurati" ho risposto; "No - fa lei - Perchè prima una ragazza mi ha lasciato qui tutto e se ne è andata sdegnata perchè voleva la borsina firmata". Ma vi pare una cosa normale?

venerdì 13 novembre 2009

Louis Vuitton parla veneto


Un piccolo lavoro di bricolage dal web (leggi copiaincolla, scusate ma non avevo tempo di rielaborare i concetti!) per riportare una notizia di cui non ero a conoscenza e che mi inorgoglisce molto: Louis Vuitton ha aperto il nuovo quartier generale Vuitton shoes, di 35000 mq di superificie, qui in Veneto, a Fiesso d’Artico, sulla riviera del Brenta tra Padova e Venezia.
Il colosso del lusso francese ha fatto una scommessa in controtendenza nell’era della globalizzazione e dei nuovi mercati a basso costo di manodopera: produrre le calzature in Italia, affidare al nostro savoir-faire la confezione di una cosa «che nessuno sa fare meglio degli italiani», come dice Pietro Beccari, vice presidente marketing e comunicazione della Vuitton. Oltre alla produzione, anche tessuti, pellami e accessori vengono reperiti in larga misura sul mercato italiano.
Per Fiesso d'Artico il termine fabbrica è inappropriato: il complesso veneziano è una nuova idea di fabbrica, a cominciare dalla sostenibilità ambientale e dal rispetto per i lavoratori: facciate rivestite da una maglia di acciaio inossidabile per il risparmio energetico, sistema di riscaldamento geotermico, raccolta dell'acqua piovana in un bacino sotterraneo dove viene filtrata per ridurre il consumo di acqua potabile, parquet in legno nei reparti dove lavorano gli operai, opere d'arte, postazioni di lavoro studiate dal punto di vista ergonomico e della luce, aree verdi che ricordano i giardini giapponesi. L'età media delle persone assunte da Vuitton è 40 anni: «Agli artigiani con molta esperienza, a volte rimasti senza lavoro per la crisi che ha colpito questo come molte altri distretti industriali europei, abbiamo affiancato ragazzi giovani, ai quali trasmettere il savoir-faire: sarebbe un delitto se andasse perduto», aggiunge Beccari.
C'è anche una collezione di scarpe antiche di secoli e provenienti da tutto il mondo, raccolte durante i loro viaggi da Pietro Beccari e Yves Carcelle, presidente di Louis Vuitton dal 1990. È stato proprio Carcelle a voler creare la «scatola magica» di Fiesso e in questi giorni, con l'entusiasmo che lo caratterizza, si aggira felice tra gli atelier e gli spazi verdi, parlando in un globish fatto di francese, inglese e italiano. Che tra un po', forse, si arricchirà di una bella inflessione veneta.

Dal Corriere della sera http://www.pressdisplay.com/pressdisplay/it/viewer.aspx
Dal Sole 24ore http://www.luxury24.ilsole24ore.com/ModaStili/2009/06/fabbrica-globale-brenta_1.php

mercoledì 11 novembre 2009

Jimmy Choo for H&M

Siete pronte per l'arrivo di Jimmy Choo nei negozi H&M? Ormai sabato è vicino... e io "casualmente" ho organizzato il mio weekend bolognese proprio per il 14 novembre, che coincidenza eh!? Se c'è qualcuna che ha in mente di fare una capatina nel negozio in via Indipendenza fatemelo sapere, saremo compagne di shopping! Ho già addocchiato qualcosa che mi piacerebbe avere:



E' vero che Jimmy Choo è famoso per i tacchi ma non ho visto nessun modello high heels che mi piace veramente, o meglio, che potrei davvero mettere. Ma bisognerà vedere le cose "dal vivo" per valutare ed apprezzare...

martedì 10 novembre 2009

Blanco - España





Quest’estate in Spagna ho scoperto la catena d’abbigliamento Blanco e me ne sono innamorata. Lo stile è molto pop – rock e la qualità di tessuti, modelli e finiture mi sembra buona, come molto democratici ed abbordabili sono i prezzi. L’azienda esiste dagli anni ’60 e si è sviluppata fino ad annoverare 91 punti vendita in tutta la Spagna, più alcuni in Portogallo. Alcuni rumors indicano prossime aperture, entro il 2010, in Gran Bretagna e in Italia, notizia quest’ultima che mi riempie di gioia!
Qui sotto potete vedere alcuni pezzi acquistati nelle varie capitali spagnole visitate in vacanza.







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